25 February 2018
Silence revealed
Dopo il 9C punta a Tokyo 2020
Arco è la casa dei climber, ecco perché Adam Ondra ha deciso di scegliere proprio questa cornice per presentare il cortometraggio dedicato a Silence, il primo 9C nella storia dell’arrampicata.

Così, venerdì 23 Febbraio, grazie all’organizzazione di Grada Trentino, oltre 350 fortunati hanno gremito la sala dell’hotel Astoria di Riva del Garda e, per volontà di Adam, tutti gli altri appassionati hanno potuto godersi lo spettacolo in streaming.

Ho voluto offrire gratuitamente a tutti la possibilità di vedere Silence, perché spero possa essere d’ispirazione a tanti climber - dice Adam durante la conferenza stampa - e per celebrare questo momento ho pensato ai climber che mi hanno maggiormente ispirato e quello che mi ha ispirato di più è sicuramente Wolfgang Gullich, ma dato che lui non è più con noi il secondo in classifica era Jerry Moffat e l'ho invitato qui stasera”. ­­

Proprio con questa leggenda vivente dell’arrampicata mondiale abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere per sentire il suo pensiero riguardo a questo fenomeno: “Per me la cosa più impressionante è la sua fame insaziabile di roccia e la scalata su roccia è la cosa che io amo ed apprezzo di più - ci dice Jerry - Adam è un autentico scalatore da roccia e Silence segna un grande traguardo nella sua carriera: non solo ha raggiunto un obiettivo personale che inseguiva da tempo, ma ha anche dato un enorme contributo all’arrampicata aggiungendo un nuovo grado di difficoltà

Un grande traguardo che però non sembra affatto placarlo: solo pochi giorni fa, a 10 anni dal suo primo 9A+, ha scalato Flash Supercrackinette; dobbiamo quindi aspettarci un 9C Flash tra 10 anni? “Credo di no, forse no - ci risponde Adam - In teoria è possibile, ma dubito di poterci riuscire io”.

Finalmente arriva il momento di vedere l’opera realizzata da Bernardo Giménez, il videomaker che da tempo segue Ondra e che quest’ultimo ha scelto anche per questo cortometraggio celebrativo. “Mi piace lavorare con Bernard - racconta Adam - Il suo stile autentico, il fluire della narrazione sono gli elementi che ti affascinano: non c’è esaltazione, come si vede spesso in filmati di questo genere…” e come successo a lui quel 3 Settembre nella grotta di Flatanger, quando anche l’ultimo movimento di questo capolavoro di tecnica, eleganza e difficoltà appare sullo schermo, la platea rimane ammutolita, forse sconcertata per quello che ha appena visto. Solo quando si riaccendono le luci in sala lo stupore lascia spazio al tributo: parte un applauso scrosciante, sincero e implacabile, che ha consumato tanta pelle quanta ne ha lasciata Adam nei suoi molteplici tentativi.

Ma la storia non finisce qui: nel dibattito che è seguito alla proiezione, si è sentito chiaramente l’impegno a tornare alla grande nel circuito mondiale lead e boulder nel 2019 per arrivare a Tokyo nel 2020. Quindi se ancora qualcuno si domandasse quale sia il prossimo obiettivo del fenomeno dell’arrampicata, credo abbia trovato risposta.



Marco Pandi

Foto Damiano Sessa