20 February 2020
Alla ricerca del “Non Sense”
Valdo Chilese risolve l’enigma de la Sfinge
Liberare nuovi blocchi è come trovarsi davanti ad un foglio bianco.
La libertà è massima.

Si può decidere di andare di qui, di li, di su di giù...
Si ha l'incredibile privilegio di far emergere da quel figlio bianco le volontà della roccia.
Ci si scontra con l'ignoto, con la speranza che quel foglio bianco nasconda in realtà delle linee che piano piano si rendono visibili e, piano piano, queste linee cominciano ad avere un senso, finché non appare un magnifico disegno.
Ma attenzione, non siamo noi ad averlo disegnato, noi l'abbiamo solamente fatto emergere.
A disegnarlo è stato il vento, il ghiaccio, il mare, la pioggia, per milioni di anni... E se il risultato è un bel disegno che riusciamo a comprendere, è solo il frutto di una successione infinita e casuale di questi elementi.
Non c'è un progetto dietro, nessuno l'ha pensato, è successo e basta!
E cosa c'è di più bello e raro di un’opera d'arte nata casualmente dal minestrone dei 5 elementi che ribolle per milioni di anni?

Salire quella linea è solo chiudere la porta, lasciarsi alle spalle la stanza in cui hai vagato per ore giorni mesi cercando l'uscita. Per questo, credo che ogni salita abbia una componente di tristezza... il viaggio è finito, torna a casa, torna con i piedi per terra, non è esistito nulla di quello che hai vissuto, quella porta che hai chiuso scompare dietro di te.

Ma allora che senso ha tutto questo?

Nessuno!

Ed è questo il bello.

Testo © Valdo Chilese
Foto © Valdo Chilese su La Sfinge, isola della Maddalena, Sardegna