09 October 2019
Il viaggio del BIVACCO
Un simbolo d'accoglienza diventa arte
Nel 2019 ricorre il centenario dalla stipula del trattato di Saint-Germain, che divise il Tirolo attribuendo all’Italia l'Alto Adige.

In questa ricorrenza l'Associazione ArtintheAlps Verein affida ad un originale vecchio bivacco d’alta montagna, il compito di rappresentare la vocazione di luogo aperto e transfrontaliero che caratterizza l'Alto Adige/Südtirol quale terra di passaggio e scambio, ma anche di accoglienza, a cavallo e a superamento dei confini.

Il bivacco prescelto per assolvere al compito emblematico ed evocativo è quello che nell’anno 1972 fu posto oltre i 2500 mt di altitudine, molto vicino al confine fra Italia e Austria da Reinhold Messner e intitolato a Günther Messner, fratello di Reinhold, morto tragicamente al suo fianco durante la spedizione del Nanga Parbat nel 1970.

Il progetto concepito dall’artista Hannes Egger è iniziato con il viaggio del bivacco dalla sua sede naturale fino a valle dove è stato oggetto di un restauro da parte del medesimo artigiano che, quasi 50 anni fa, lo aveva costruito. Arricchito delle opere che sette artisti altoatesini hanno realizzato per legare sia sul piano fisico che rappresentativo il concetto di bivacco a un messaggio di apertura, di rifugio, di incontro, di interazione e di contaminazione culturale.
L’opera è quindi approdata, nel vero senso della parola, sull’isola di San Servolo, in occasione della 58ª Biennale d'Arte di Venezia.

In questa occasione Salewa, che ha sostenuto questo progetto, ha presentato la propria partnership con Simon Messner, figlio di Reinhold e nipote di Günther, e noi ne abbiamo approfittato per intervistare il giovane alpinista. (per riascoltare la sua voce visita la pagina Podcast o il canale voice od climbers su Spotify )

Il Viaggio del Bivacco non finisce qui perché infatti da fine settembre fino al 30 Ottobre, sarà liberamente visitabile presso la sede Salewa di Bolzano. Che siate lì per fare acquisti o per scalare, una visita al Bivacco, simbolo di apertura ed accoglienza va fatta, soprattutto in un periodo come questo dove i confini vengono marcati e difesi anche a scapito di profughi innocenti.

Come opera artistica e monumento storico il Bivacco concluderà il suo viaggio trovando rifugio in uno dei musei di Reinhold Messner

testo: Marco Pandi
foto: ©Salewa