31 August 2019
Un esempio da imitare
Outdoor Park Garda Trentino compie 10 anni
In occasione del Rock Master 2019 Valentina Bellotti, portavoce del Garda Trentino, ha presentato ai giornalisti un resoconto delle attività che negli ultimi dieci anni hanno visto il consorzio operare in maniera orchestrale con enti pubblici, forze dell’ordine e operatori degli sport outdoor, per accrescere infrastrutture e servizi in grado di supportare il flusso turistico sempre più attratto dalle meraviglie naturalistiche di Arco e dintorni.
Dalla nascita dell’Outdoor Park Garda Trentino nel 2009 gli investimenti coordinati dal consorzio sono arrivati a cinque milioni di euro, di cui un milione e mezzo dedicato allo sviluppo e alla promozione dell’arrampicata.
Una cifra importante, ma lo è di più l’approccio progettuale, partecipativo e manageriale che il consorzio è riuscito ad introdurre in maniera strutturale.
I risultati, sono sotto gli occhi di tutti: oggi oltre il 60% del turismo è legato alla pratica degli sport outdoor e di questi il 18% sono appassionati di arrampicata.
Solo i climbers spendono sul territorio 23 milioni di euro all’anno.
Servizi, accessibilità e particolare attenzione alle famiglie sono i pilastri che continuano a guidare la strategia di sviluppo dell’Outdoor Park Garda; in particolare nel prossimo futuro vedremo focalizzare gli investimenti dedicati all’arrampicata nella collocazione di ben undici bagni pubblici, con tanto di manutenzione e pulizia programmata e lo sviluppo delle falesie “certificate” per la scalata di chi si approccia a questa disciplina e vuol farlo nel modo più sicuro possibile.
Su quest’ultimo punto sembra che Arco voglia proporre uno standard per la messa in sicurezza delle falesie, soprattutto quelle con itinerari di difficoltà ampiamente sotto al 6B, che prevede un lavoro coordinato tra geologi e ingegneri chiodatori al fine di offrire percorsi idonei a principianti e famiglie con bambini.
Per l’alta difficoltà tutto rimane come prima: saranno atleti del calibro di Adam Ondra e Stefano Ghisolfi a sviluppare le aree ancora “wild” e che, proprio secondo Adam, porteranno preso anche il grado 9B+ ad Arco.
Da non dimenticare quanto lo sviluppo dell’arrampicata sportiva e degli eventi ad essa collegati siano stati un ulteriore spinta all’economia locale.
Chissà se il sogno della FASI di avere ad Arco un centro di riferimento per l’allenamento, oltre che per le gare, potrà divenire realtà. Di sicuro se Arco diverrà un’alternativa ad Innsbruck, avremo modo di vedere in zona ancora più spesso l’ambassador del Garda Trentino Adam Ondra, che su questa ipotesi ha subito affermato: “Arco sarebbe ancora meglio di Innsbruck perché qui ci sono tanti itinerari su roccia adatti a grandi campioni che si possono raggiungere in pochi minuti ed alternare all’allenamento Indoor”.

La prossima sfida per il consorzio sarà la gestione della mobilità: nuovi parcheggi, servizi shuttle e bike sharing per garantire che il flusso turistico, soprattutto nei periodi di picco, non abbia un impatto negativo su ambiente e residenti.

Marco Pandi
Foto © Giampaolo Calzà per Garda Trentino